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Studiare: come e perchè


Le motivazioni e attribuzioni entrano a far parte di una particolare competenza chiamata imparare a imparare, a cui oggi non solo la scuola ma l'intera società attribuisce grande importanza. In secondo luogo le motivazioni e le attribuzioni sono una componente dell'apprendimento di cui lo studente e il docente devono essere consapevoli e che si affianca ad altre, gli stili cognitivi e le emozioni.


Imparare a imparare
Imparare a imparare è l’abilità di organizzare il proprio apprendimento sia a individualmente che in gruppo, a seconda delle proprie necessità, e alla consapevolezza relativa a metodi e opportunità. E’ un’opportunità che permette alla persona di perseguire obiettivi di apprendimento basato su scelte e decisioni prese consapevolmente e autonomamente, per apprendere, ma soprattutto per continuare ad apprendere, lungo tutto l’arco della vita e nella prospettiva di una conoscenza condivisa e di un apprendimento come processo socialmente connotato.


Come si impara a imparare?

Se ci si concentra sull'imparare a imparare come competenza, si chiariscono anche gli ambiti in cui la persona ha bisogno di agire per acquisire la competenza stessa. Se prendiamo ad esempio la lettura come comprensione, potremmo dire che l’acquisizione di conoscenze sulle caratteristiche del linguaggio scritto e sul processo stesso della comprensione costituisce un sapere rilevante e utile per un “buon lettore”: ad esempio, è utile conoscere che esistono connettivi (o parole ed espressioni di collegamento), che segnalano, come indicatori di discorso e di percorso, le relazioni logiche (come tuttavia che segnala un contrasto, quindi una conseguenza, poi una sequenza temporale …) e lo sviluppo testuale (come in primo luogo … a titolo di esempio … per concludere …). La conoscenza di questi meccanismi linguistici costituisce la base dell’abilità di saper utilizzare gli stessi nel vivo del processo di comprensione. La conoscenza si attiva dunque in strategie di gestione del testo. 



Le competenze dell'educatore
Lo sviluppo cognitivo e i processi emotivi del bambino sono strettamente connessi all'attività didattica e agli stessi processi emotivi dell'insegnante. Infatti l'insegnante deve aver acquisito una serie di competenze di carattere psicologico, pedagogico, didattico e sociale, grazie alle quali potrà capire le personalità e le esigenze degli allievi. A volte in classe può capitare che si crei una situazione di doppio legame  (un concetto introdotto da Bateson), quando a uno o a più allievi l'insegnante lancia due messaggi contradittori tra di loro: per esempio, consente a un allievo di porli una domanda durante una spiegazione, ma dopo avergli risposto lo rimprovera per l'interruzione . Il disagio può però toccare anche al docente stesso: si tratta del cosiddetto burn-out, il sovraccarico emotivo che colpisce chi deve prendersi cura degli altri e ad un certo punto non si sente più adeguato o non più motivato. Il burnout colpisce maggiormente coloro che svolgono le professioni d'aiuto e che entrano in contatto con persone che vivono stati d'animo di disagio o sofferenza. queste persone sono i medici, assistenti sociali, insegnanti, psicologi, missionari ecc.
Il burnout comporta un esaurimento emotivo. Il soggetto tende a sfuggire all'ambiente lavorativo assentandosi sempre più spesso e lavorando con entusiasmo ed interesse sempre minori, a provare frustrazione e insoddisfazione, nonché una ridotta empatia nei confronti delle persone delle qual dovrebbe occuparsi. Il burnout, inoltre, si accompagna spesso ad un deterioramento del benessere fisico, a sintomi psicosomatici come l'insonnia e psicologici come la depressione.

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